Giuseppe Lotito

 

Si forma nella danza inizialmente con maestri come Luisa e Walter Panzetti per poi seguire Luciana Novaro e Virgilio Pitzalis. Contemporaneamente studia musica, teoria e strumento, con il maestro Gigi Cifarelli, e violoncello con il maestro Simone Groppo.

Arrivato a un punto significativo della danza, vira alla ricerca delle arti marziali interne come Tai Chi Chuan studiando per 7 anni con il M° Om Oskraham e Shaolin Mon con M° Paolo Bendinelli. Sostiene nel frattempo l’esame di cintura nera di Tae Kwon Do con il M° Yeon Hee Park e crea un centro per lo studio di questo sport olimpionico chiamandolo “Olimpic Dojang” insegnando a Milano, Venezia, Varese e Bologna. Non ultimo, è lo studio della spada giapponese, che diventa la risultante di tutte le ricerche nell’ambito delle attività marziali.

Dopo un intervallo di 7 anni durante i quali studia le “Danze Sacre” di Gurdjieff e frequenta i Dervisci Roteanti in una scuola di origine cipriota diretti da un’eminenza religiosa nota con il nome di Maulana Sheyk Nazim, si ferma per occuparsi della pubblicazione del suo primo romanzo: La profezia della Luna.

Nel 1999 scopre casualmente il Tango Argentino e se ne innamora, intravedendo al suo interno movimenti e codici che hanno similitudine e sincretismo con le arti fino a quel momento sudiate.
Studia approfonditamente con importanti maestri direttamente a Buenos Aires, frequentando la città sudamericana per molto tempo e nel corso di numerosi viaggi.

 

Non può che scorgere, in tutto questo girovagare sperimentale, un’idea che lo fulmina e lo appassiona: ideare un combattimento danzato denso di codici marziali, di tango e danza contemporanea ma anche di una sacralità orientale che lo ha sempre affascinato.


Lo chiama Taitango e inizia uno studio quotidiano correlato da una sperimentazione che dura 3 anni.
Dopo aver proposto la sua disciplina in varie scuole in Italia, Stati Uniti, Argentina, Germania, Israele, Austria, Marocco, Svizzera, Uzbekistan, Afghanistan, Moldavia e Ungheria si accorge della grande possibilità di educare anima, mente e corpo e col fine di danzare singolarmente o ballare in coppia nella più magica delle esperienze sensoriali. 


Nel 2013 inserisce nello studio l'uso della spada giapponese (Bokken) come strumento per lo sviluppo dell'attenzione divisa. Tuttora insegna questa arte nel mondo come sistema di crescita ma anche di svago tenendo seminari e proponendo Team Building a livello internazionale.

 

Nel 2015 partecipa come insegnante all'evento di livello mondiale CITA, il congresso di tango che annualmente si svolge a Buenos Aires. 

 

Attualmente insegna Tango e Taitango e Danze Coscienti nella sua scuola a Milano, ha in pubblicazione un manuale intitolato "il TAO del TANGO" e sta completando la stesura del suo secondo romanzo.